No grazie.
E’ così che ha risposto la regione molise, al primo progetto di parco eolico off-shore italiano a 3 kilometri dalla costa abruzzese e molisana. 54 pale alte dai 60 agli 80 metri, capaci di produrre energia per 162 megawatt (fabbisogno per circa 120 famiglie).
ed i giornali locali, in piena crisi NIMBY, strillano allo scandalo:
Scempio al largo.
Il vero scempio, è bruciare petrolio per ottenere quell’energia che gratuitamente la natura è in grado di fornirci. Il prezzo da pagare? vedere dei mulini a vento a tre kilometri di distanza. Potrebbe diventare persino un’attrattiva turistica, un esempio da seguire per le altre regioni. Invece no, non si aspetta neanche la valutazione di impatto ambientale.
Bene, bravi. Bruciamo un altro po’ di petrolio.
Questi i benefici elencati «per il mancato consumo di 90 mila tonnellate di idrocarburi»: 420 mila tonnellate in meno di anidride carbonica immessi nell’atmosfera in un anno, 600 tonnellate di anidride solforosa, 800 di ossidi di azoto e 43 tonnellate di polveri sottili.
…
Un ecomostro, altro che favola blu.
[via repubblica.it]
EDIT: Sono andato sul sito della EffVenti, e mi sono ricordato della mia gita di 4° superiore… sto parlando di 14 anni fa circa. Siamo andati in Danimarca, in un parco eolico, dove abbiamo fatto una visita guidata alla centrale, dove erano presenti turbine della Vestas, le stesse proposte in questo progetto. Dovrei ancora avere da qualche parte un block notes che ci hanno lasciato come gadget. I signori amministratori che hanno detto no a questo progetto, lo hanno mai visto un parco eolico? Sanno di cosa si parla? Permettetemi di dubitarne.
Update 15/3: Oggi il ministro Di Pietro ha rilasciato questa dichiarazione:
“Questa vicenda ci segnala l’urgenza di definire a livello governativo un piano nazionale per l’energia eolica. Come ha gia’ fatto per i rigassificatori occorre che tutti i ministeri interessati, a partire da quello per lo Sviluppo economico, definiscano quanta potenza eolica puo’ essere installata nel nostro paese, quali siano i siti piu’ adatti, quali debbano essere le modalita’ di sfruttamento e chi possa e debba realizzare i parchi. Una decisione al riguardo e’ tanto piu’ rilevante e urgente, dopo gli impegni sottoscritti all’Ue per l’utilizzo delle fonti di energie alternative e rinnovabili”. infine, dichiara che “Non e’ possibile che un privato decida autonomamente dove e quali impianti vuole installare, senza un disegno complessivo e senza una concertazione con gli organi e gli enti pubblici interessati”.
Peccato che, se non erro, le competenze in materia di energia siano a livello regionale e non più a livello nazionale, e qui si rischia di fare un tavolo per decidere chi decide e cosa decidere, senza decidere niente e rimandando tutto in avanti. Come per i rigassificatori, anche se la questione è molto diversa.
Update 15/3 bis: fioccano le dichiarazioni in merito. Eccone una di un consigliere dell’Unione al consiglio regionale abruzzese:
“Mi auguro che si riesca a scongiurare la realizzazione dell’imponente parco del vento nell’area marina tra Vasto, Termoli e le isole Tremiti, che prevede l’installazione di 54 turbine (e, quindi, altrettanti “pali” eolici alti più di 80 metri); sarebbe una ferita insanabile per il paesaggio, proprio di fronte alla costa teatina che la nostra Regione ha scelto di tutelare e valorizzare con una legge approvata di recente, in attesa dell’istituzione del Parco nazionale. Inoltre, si creerebbero molte ripercussioni negative non solo sul turismo, ma anche sulla pesca.”
Volete farvi una vostra opinione dell’impatto visivo dell’opera?!? Potete andare alla pagina delle simulazioni.